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Info sul Tiro Sub

IMPORTANTE : SONO RIPRESI GLI ALLENAMENTI INVERNALI. Per info : OGGIONI_STEFANO@libero.it

Ciao a tutti, sono Stefano Oggioni e sono l’incaricato FIPSAS per la promozione della disciplina tiro al bersaglio subacqueo, per la Lombardia.

In cosa consiste la disciplina del tiro al bersaglio Subacqueo:

La disciplina, che si colloca sotto l’ala della federazione FIPSAS, si suddivide in tre specialità:

-          tiro libero

-          biathlon

-          staffetta a squadre…..

…Era una fredda, piovosa e buia giornata di febbraio 2008, curiosando in internet durante una tremenda e incontrollabile crisi d’astinenza da pescasub, ho cominciato a trovare e leggere alcune informazioni riguardo il tiro a bersaglio subacqueo.

Si, perché io nasco come pescatore subacqueo, dall’età di otto anni pratico questa magnifica disciplina anche a livello agonistico. Ma tra il meteo invernale, lo stress della vita cittadina, gli impegni lavorativi e il resto, fanno si che, a volte, si possa praticare questo sport solo poche ore la settimana e spesso in orari improponibili.

Avevo già letto in passato, del tirosub, ma si parlava di fucili ipermodificati, di mostri sacri imbattibili della disciplina e quindi non avevo nemmeno preso in considerazione la possibilità di avvicinarmi a questo sport.

Quella volta invece navigai tra alcune foto, tra diversi articoli e resoconti di gara, un’occhiata all’ultimo regolamento federale…e leggo di: gara open, oppure: Varedo apre al tiro sub, e ancora: stage gratuito di tiro…e molto altro ancora.

Da li a poche ore avevo già inviato la mia prima iscrizione ad un competizione di tiro sub.

Contattati i referenti indicati dall’organizzazione, ho subito ricevuto una calda e sincera accoglienza, mi hanno fornito tutte le informazioni necessarie per poter preparare l’attrezzatura e poter partecipare alla gara.

Eccomi alla prima gara, all’arrivo mi accolse, un clima cordiale, cortese, tanti sorrisi e tanta positività.

Insomma mi sentii subito a mio agio e feci una discreta gara, divertendomi e portando a termine tutte le discipline senza nessuna penalità o squalifica e soprattutto… senza fare nessuna brutta figura.

Al termine delle mie modeste prove, ricevetti solo applausi e pacche sulle spalle anche se ad esempio ero uscito palesemente fuori tempo massimo. Tutti mi chiesero interessati come era andata e non vi nego, che subito mi chiesi, il perché di tanta solidarietà?

L’indomani, di questa mia prima gara, ricevetti una telefonata da un certo Roberto Singia, uno tra gli organizzatori della gara, che si volle complimentare con me per la prestazione del giorno prima.

Appena fugato il dubbio legittimo che mi stesse prendendo in giro, lo ringraziai, senza però aver focalizzato subito chi fosse.

Sempre su internet mi resi conto poi che si trattava di uno dei componenti più anziani della nazionale italiana di tiro, uno dei mostri sacri della disciplina, un pluri campione italiano in diverse specialità di tirosub e mi aveva chiamato, sul mio cellulare, solo per farmi i complimenti e per invitarmi alla gara successiva!

Beh, da allora il tiro sub e tutto il suo entourage è entrato a far parte della mia vita e in quella dei miei famigliari.

Grazie a questo ambiente ho poi conosciuto persone semplicemente fantastiche, come il mitico Giuseppe (Meduri), in arte “Pepu”, o Primo (Girolimetto) l’”Incontenibile Inventore”, o la “Lady” del tiro Maruska (Marini), per non dimenticare appunto (Luca Marchionni), Tino (DeLuca)(direttore sportivo della Nazionale Italiana di Tirosub) ed il già citato Roberto (Singia). Tutti sono diventati presto amici, leali rivali e compagni d’avventure e di divertimenti.

A volte mi sembra di percepire la stessa atmosfera che si vede nei film, o nei romanzi che trattano di duelli ottocenteschi o delle battaglie tra i piloti dell’aviazione nella prima guerra mondiale, solo che qui ora ci si diverte e basta.

Tutti sono sempre pronti a condividere esperienze e ad elargire consigli. Si organizzano le trasferte insieme e non vi dico cosa succede dopo ogni gara nel mitico “terzo tempo”.

Ma questa è un’altra storia e se volete sapere di cosa si tratta, …dovrete seguirci da vicino.

Questo sport, questa disciplina, entra nelle città, va sotto casa dei pescasub e degli apneisti., non ha sesso e non ha età.

Non richiede lunghe e costose trasferte, non richiede gommone, gancio traino o barcaiolo.

E’ molto economica e richiede poco tempo come impegno.

Non serve un allenamento da Ironman, basta un minimo di acquaticità paragonabile al semplice snorkeling.

Non richiede attrezzature particolari se non un fucile da pesca idoneo a cui apportare alcuni semplici adeguamenti al regolamento. Maschera, pinne, boccaglio e una cintura di zavorra possono bastare per cominciare.

L’intero campionato si svolge nel periodo invernale, notoriamente tormentato da nebbia, neve, mal tempo e mareggiate continue. Quindi non toglie nulla alle altre competizioni.

In oltre svolgendosi in piscina coperta, si limitano le possibilità di incappare nei classici malanni di stagione e le manifestazioni si possono svolgere in qualsiasi orario nell’arco della giornata.

Sono poche gare ma molto sentite e divertenti. Una forma di allenamento, sia fisico che psicologico, per imparare a sparare ragionando con freddezza, aspettando il momento giusto, senza lasciarsi prendere dalla foga e dall’emozione. Questo ci sarà davvero molto utile quando ci troveremo faccia a faccia con la preda della vita e il dito sul grilletto comincerà a tremare!

Anche se personalmente faccio parte di quella scuola di pensiero che non denota una diretta correlazione tra tiro sub e mira nella pesca sub. Se diciamo che insegna a non premere il grilletto se non si è sicuri, questo si, se si vuole intendere che migliora la mira, questo no. Almeno secondo me.

Il tiro nella pesca è spesso un tiro istintivo, (al volo) ed effettuato verso un bersaglio in movimento e scoccato ad occhi aperti. Mentre il tiro al bersaglio subacqueo avviene verso un bersaglio statico, ragionando e spesso con solo l’occhio dominante aperto.

Anche il pubblico può accompagnare e seguire l’evento in totale confort, presso i notevoli ed attrezzati centri sportivi che ospitano queste competizioni.

Ad esempio, ultimamente, si sta sempre più spesso consolidando l’utilizzo di una telecamera subacquea, in presa diretta, che propone tutte le immagini subacquee della competizione attraverso un mega schermo, in modo che il pubblico, comodamente seduto in tribuna, possa apprezzarne i particolari e immedesimarsi nell’azione subacquea.

Lo spirito è sempre collaborativo e goliardico, ci si aiuta e ci si diverte insieme, con il giusto pizzico di candido agonismo.

Insomma un nuovo-vecchio sport che si può sposare bene con i gusti e le passioni di molti, pescatori, apneisti, nuotatori.

Provare per credere, vi aspettiamo!

Spesso durante l’anno (fuori dal periodo delle competizioni) vengono organizzati stage gratuiti dove è possibile per chiunque provare e ricevere tutte le spiegazioni del caso.

Molti di noi sono raggiungibili su internet , mail o telefono per assistere chi vuole iniziare e fornire tutte le informazioni del caso. In tutta Italia esistono team, o meglio gruppi di amici, presso i quali è possibile seguire dei corsi, ricevere informazioni o partecipare all’attività agonistica.

Ormai in molte città si svolgono regolarmente e periodicamente degli allenamenti settimanali in piscina, un’altra occasione questa per poter andare a curiosare e magari provare.

Spero di avervi mosso qualcosa dentro ed almeno, anche solo per curiosità, che non vi lasciate scivolare accanto questa possibilità …provate!.

La mia mail: OGGIONI_STEFANO@libero.it e il mio cellulare 3938627879.

L’ATTREZZATURA:

L’attrezzatura utilizzata è praticamente la stessa della pesca subacquea.

Maschera, boccaglio, cintura di zavorra possibilmente elastica con parecchi piombi (molti più di quelli necessari), cavigliere, calzari, guanti (per proteggersi le mani in fase di caricamento), e muta (a seconda della percezione del freddo, soggettiva). E’ vero che il tutto si svolge in piscina, ma dopo diverse ore di acqua il freddo si fa sentire comunque. In oltre, dovendo caricare degli arbalete, la muta sul petto serve anche ad ammortizzare lo sforzo e evitare abrasioni.

Pinne possibilmente con pala lunga da apnea.

Potrebbe essere utile una torcia, se molto potente, per illuminare meglio il bersaglio e una ventosa (quella per intenderci utilizzata da vetrai o piastrellisti), questa servirà per avere un riferimento fisso sul fondo e maggiore stabilità in fase di tiro.

Sempre facoltativo ma utile è anche un semplice pedagno artigianale, da porre sulla linea di tiro, al fine di scongiurare il rischio di oltrepassare questo fondamentale limite con la punta dell’asta.

COME FUNZIONA L’AGONISMO:

Il campionato italiano di tiro al bersaglio subacqueo si svolge più o meno come quello di pesca subacquea, cioè esistono una serie di gare selettive a cui bisogna partecipare e raggiungere un certo risultato per qualificarsi alla finale di prima o seconda categoria, a seconda dei risultati raggiunti.

Nella finale, che normalmente si svolge in due giornate, vengono decretati i campioni italiani per ognuna delle tre specialità. Per ora il campionato è solamente nazionale,ma già in altri stati vicini come ad es.: Francia, Spagna e Grecia, si svolgono gare analoghe. Infatti si vedono sempre più spesso manifestazioni internazionali e si sta lavorando per uniformare i vari regolamenti.

Tutte le gare si svolgono in piscina. Il bersaglio è costituito da un foglio di carta plastificata dove sono stampati 5 bersagli distinti. Questo foglio viene posizionato su una sagoma apposita a circa due metri di profondità. La distanza minima tra punta dell’asta e bersaglio da cui sparare è di tre metri. Vengono utilizzate attrezzature da pesca di serie, solamente le aste sono senza punta e senza aletta e gli elastici sono molto depotenziati, cioè più lunghi e sottili rispetto quelli montati sui fucili da pesca. L’asta colpisce e fora il foglio, ma non rimane piantata, rimbalza e cade sul fondo. In modo da poter essere facilmente recuperata, tramite la sagola, dalla superficie, per il tiro successivo.

Vale la pena ribadire che in questo sport l’agonismo è quasi del tutto concentrato verso se stessi, cioè la gara e la corsa al miglioramento e verso se stessi prima che verso gli altri. Questo fa si che ci sia il giusto spirito agonistico ma senza esagerare o degenerare in antisportività.

Per poter partecipare alle gare selettive occorre (aver compiuto il 16° anno d’età), essere tesserati FIPSAS e quindi iscritti ad una società agonistica oltre che naturalmente essersi sottoposti alla tradizionale visita medica agonistica per la pratica delle attività subacquee e apnea. In questo modo sarete in possesso sia della tessera federale che della tessera atleta.

Le classifiche sono divise tra maschile e femminile, anche se si gareggia tutti insieme, e non esistono invece categorie differenziate per età.

Il tutto è progettato e svolto, con lo scopo principale, di tutelare la sicurezza di tutti, partecipanti e non.

La gara si suddivide in tre discipline con tre classifiche distinte, il tiro libero, il biathlon e la staffetta a squadre.

Il tiro libero o “di precisione” rappresenta l’arte massima del tiro, cioè conta il millimetro, dove l’asta va a forare il foglio del bersaglio posto a tre metri dalla punta dell’asta, quindi c’è una classifica basata sulla somma tra i punteggi realizzati nella manche. Si svolge in due manches distinte, caratterizzate da 5 tiri ciascuna, ogni tiro deve avvenire in un bersaglio diverso. Il tutto da realizzare possibilmente in 5 minuti di tempo.

Il caricamento del fucile si effettua sempre in apnea sul fondo e in direzione del bersaglio. Mentre tra un tiro e l’altro, il riarmo del fucile avviene in superficie respirando.

Normalmente per questa disciplina si utilizzano arbalete da 110 o da 100 cm di lunghezza, che garantiscono maggior precisione e stabilità.

Il biathlon invece è la disciplina più “fisica”, si tratta di effettuare 5 percorsi in apnea di 10 metri (a tratta), che si concludono con un tiro per ogni bersaglio. Qui non conta la precisione, ma il tempo.

Chi colpisce il maggior numero di bersagli tra i 5, nel minor tempo, vince, indipendentemente da dove il bersaglio è stato colpito. Sia l’andata al bersaglio, il caricamento, il tiro e il ritorno alla linea di partenza avvengono in un’unica apnea.

Per questa disciplina si spara sempre da tre metri di distanza e si utilizzano di solito fucili pneumatici da 110 o da 100 cm di lunghezza. Questo perché consentono dei tempi di riarmo molto più rapidi rispetto l’arbalete.

La staffetta a squadre è un mix tra le due cose, si tratta sempre di 6 percorsi in apnea di 10 metri (a tratta), ogni atleta componente della squadra (di due o tre), dovrà fare due o tre percorsi e quindi due o tre tiri. L’andata al bersaglio, il caricamento, il tiro e il ritorno alla linea di partenza avvengono in un’unica apnea. Quando l’atleta che ha appena sparato ritorna e supera con la testa la linea di partenza può partire l’atleta successivo.

Questa volta conta sia il tempo che la precisione, cioè esattamente dove il bersaglio viene forato dall’asta.

Normalmente per questa disciplina si utilizzano arbalete da 110 o da 100 cm di lunghezza, che garantiscono maggior precisione e stabilità.

Il tiro deve avvenire sempre in apnea e sorreggendo con una sola mano il fucile, l’altra mano può essere utilizzata per ancorarsi al fondo o per acquistare maggiore stabilità.

I fucili devono essere categoricamente di serie, si può sostituire l’asta, la sagola, gli elastici e poco altro. Non è possibile apportare nessuna sostanziale modifica soprattutto se artigianale.

Per il pneumatico è consentito l’utilizzo di una sagola elastica con carrucola, in modo che, dopo il tiro, l’asta torni il più velocemente possibile davanti alla testata del fucile, così da rendere l’azione di riarmo il più rapida possibile.

CORSI E STAGE:

Ogni anno, normalmente tra ottobre e dicembre, vengono programmati dei veri e propri corsi di tiro.

Tenuti da titolati atleti della nazionale italiana di tiro sub, nonché allenatori qualificati dalla FIPSAS di questa disciplina.

Questi corsi hanno normalmente una durata di un paio di giorni e prevedono una parte teorica e una parte pratica, dove gli allievi avranno la possibilità di mettere in pratica quanto appena appreso sotto l’occhio attento e vigile degli istruttori.

Costi e modalità sono molto personalizzabili a seconda delle esigenze.

Ogni anno e in diverse occasioni vengono organizzati stage gratuiti di tiro sub (eventi di promozione), sempre tenuti da titolati atleti della nazionale italiana di tiro sub, nonché allenatori qualificati dalla FIPSAS di questa disciplina, ma anche da atleti facenti parte del comitato di promozione per questo sport.

Questi stage vengono programmati ed effettuati su richiesta delle società interessate che mettono a disposizione lo spazio acqua per qualche ora.

Tutto il resto viene organizzato, messo a disposizione e gestito da parte dello staff del tiro sub.

L’anno scorso a maggio la disciplina del tiro sub era presente attivamente presso lo stand della FIPSAS davanti al Castello Sforzesco di Milano, durante la due giorni (notte bianca Move_MI) dello sport.

In quella occasione come in altre fiere e stand (vedi ad es. lo scorso Eudi show) era presente anche un simulatore “asciutto” di tiro con un puntatore laser montato su un normale arbalete. In modo da far provare anche i più piccoli l’emozione di mirare ad un bersaglio.

Se un gruppo subacqueo o una società fosse interessata a ricevere informazioni relativamente a questi stage mi può contattare direttamente via mail: OGGIONI_STEFANO@libero.it .

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